domenica 30 settembre 2012

lunedì 3 settembre 2012

NUVOLE


Cumuli d'oro, di rame,
soffici moli di neve,
torri di rosa, voragini,
abissi vertiginosi!
Salgono su per l'azzurro;
avidamente lo invadono;
magicamente accrescendosi,
per un interno prodigio.
Sovrumana bellezza
per i cieli effusa;
paese meraviglioso dei sogni;
baratri, vergini giochi,
giganti forme mutevoli, miraggi immani di forza!
L'Anima sale
alenando
con rotti palpiti,
schiusa, l'arida bocca vi agogna,
gli occhi si inebriano folli:
la vostra enorme grandezza
soverchia i sensi mortali.
Un invisibile sole
al di dietro delle Alpi Giulie
le irrosa teneramente.
L'ombra crescendo dal basso
rapidamente le rode;
sale, guadagna già i culmini:
un guizzo estremo di luce,
e si scolorano.
Ammassi inerti sotto il crepuscolo,
livide,
guardano ancora
come
fantasmi nell'ombra ...

Sinceramente
Rosanna



martedì 31 gennaio 2012

lunedì 30 gennaio 2012

LA VOLUBILITA' DELLE NUVOLE

LA VOLUBILITA' DELLE NUVOLE

Dovrei essere molto veloce
nel descrivere le nuvole,
già dopo una frazione di secondo
non sono più le stesse,
cambiano, si trasformano
con una rapidità indicibile.
La loro caratteristica
è
non ripetersi mai
in forme, sfumature, pose e disposizioni.

Non gravate dalla memoria di nulla,
si librano
senza sforzo alcuno
sui fatti.
Ma quali testimoni di alcunchè,
si disperdono all'istante
nello spazio infinito.

In confronto alle nuvole
la Vita
sembra solida, pressochè duratura
e quasi eterna.
Di fronte alle nubi
persino un sassolino
sembra
un fratello su cui si può contare,
loro invece
sono solo
cugine molto lontane e volubili.

Anche gli uomini,
se vogliono,
esistono e poi ... uno dopo l'altro ...
se ne vanno dalla Vita
ma loro, le nuvole
non hanno nulla a che vedere,
non hanno catene
con tutta questa esistenza molto strana.
Al di sopra di tutta la Vita
e della mia,
ancora incompleta,
sfilano fastose
con vesti sempre diverse,
così come già sfilavano.

Le nuvole non devono
assieme a noi
morire
nè devono essere viste
per fluttuare ...

Sinceramente
Rosanna

giovedì 19 gennaio 2012

VOCI DI DONNA


Parole non dette ... parole di troppo ...

Le parole a volte pesano come macigni,
volano in un momento di rabbia,
inopportune,
e non tornano più indietro.
Restano, indelebili,
nella memoria di chi le pronuncia
e di chi le riceve.
A volte, però, le parole rimangono desideri,
pensieri, frammenti d'anima
che non abbiamo avuto il coraggio
o il tempo di esternare,
che sono rimaste non dette nel silenzio della mente.
Parole di tenerezza, parole d'amore, di gratitudine.
Parole di salvezza.
Anche parole di stima o di difesa.
Come sono le parole che le donne non dicono,
e come sono quelle parole di troppo
che scappano alle donne,
magari ferite ...

E' un fatto noto, assodato direi,
che le donne ogni tanto fanno qualche pazzia,
con ogni pretesto.
E se non c'è nessuna scusa,
almeno la natura ha fornito a loro
il "periodo che si ripete ogni mese".
In quei giorni qualsiasi cosa facciano è accettabile.
La loro "pazzia" non può essere condannata;
hanno una scusa razionale, dicono gli uomini.
Ma anche al di fuori di quei cinque giorni particolari
possono, in qualsiasi altro momento, fare qualche follia.
Questo le previene dal pericolo di divenire pazze.
Ma di quale pazzia si tratta ditemi!
Sono solo gli uomini che divengono pazzi
e siccome non divengono pazzi ogni tanto,
continuano ad accumulare fantomatiche valanghe
nelle proprie interiorità.
Piuttosto che manifestare la loro pazzia di volta in volta,
la manifestano, immensa, tutta in una volta.
Guardate per esempio nei manicomi di tutto il mondo:
ci sono per ben quattro volte più uomini che donne.
Non lo dico io soltanto, è statisticamente provato!
Non è una differenza da poco, direi.
E qual'è allora la strategia della donna
per evitare questa pazzia? Impazzisce spesso ovviamente.
Così di tanto in tanto,
un pezzettino di pazzia oggi e un pezzettino domani.
La donna la frammenta e si conserva sana di mente.
Non ha bisogno di andare al manicomio.
Agli uomini, fin dall'infanzia, viene raccomandato ed imposto:
"Tu non puoi fare le pazzie che fanno le donne!
Non ci si aspetta da te che tu pianga o rida.
Le lacrime non sono per gli uomini!
Persino se qualcuno muore, devi darti un sostegno,
non devi comportarti come una donnicciola!"
Ma perchè mai dico io???
Perchè mai gli uomini non possono esternare le proprie emozioni???
Perchè non possono ridere o piangere???
Che cos'ha che non va questo comportamento "da donnicciola"???

A causa di questi inquadramenti insensati,
gli uomini vanno e, ancor peggio, ci rimangono
in manicomio quattro, e dico quattro,
volte di più delle donne.

E' la mia opininione e, come ben si sa, è opinabile ...

Sinceramente
Rosanna

mercoledì 28 dicembre 2011

... A TRIESTE SOFFIA LA BORA


... a Trieste soffia la bora

La bora (da Borea, raffigurazione mitologica del vento del Nord)
è un vento catabatico, ossia che cade dall'alto,
 di provenienza orientale,
che soffia con particolare intensità verso l'Alto e Medio Adriatico
oltre che in settori dell'Egeo e del Mar Nero.
E' un vento discontinuo, a raffiche anche fortissime,
che possono toccare velocità di 150 e oltre Km all'ora.
La bora origina da aria artica densa e secca
che fluisce in Adriatico attraverso una depressione
della catena delle Alpi Giulie vicino al Monte Nevoso e
investe il Golfo di Trieste da direzione Est-Nord-Est.
E' consueta e particolarmente intensa nel periodo freddo.

A volte, mi stupisco a chiedermi
cosa sarebbe la bella Trieste senza la bora ...

LETTERE D'AMORE AD UNA SCONOSCIUTA




Scrive lettere d'amore ad una sconosciuta.

Posa la penna sullo scrittoio, piega il foglio, lo infila delicatamente in una busta.
Si alza, prende dal suo baule uno scrigno di mogano, lo apre, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo.
Nello scrigno ci sono centinaia di buste identiche sia nel colore che nel formato. Aperte e senza indirizzo.
Ha trentadue anni compiuti, l'uomo di cui narro.
Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà una donna che, da sempre, è la Sua Donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma, con l'incalzare del tempo, ha imparato a considerare la questione con infinita serenità.
Quasi ogni giorno, ornai da anni, prende la penna tra le dita e scrive.
Non ha nomi e nemmeno indirizzi da inserire sulle buste, ma ha una vita da raccontare.
E a chi, se non a Lei!?
Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle lievemente sul grembo uno scrigno di mogano colmo di lettere, per poi dirle: "Ti aspettavo".
Lei aprirà lo scrigno e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e, risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu, si prenderà, facendoli suoi, gli anni, i giorni, gli istanti che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato ...
o forse, più semplicemente, capovolgerà lo scrigno e, attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere, sorriderà dicendo a quell'uomo: "Tu sei matto".
E per sempre lo amerà.

Fidatevi, può capitare ... è capitato a me!

Sinceramente
Rosanna