sabato 26 dicembre 2009




Posted by PicasaVibrazioni dell'Anima


Solinghi lievitavano pensieri,
Aerei filamenti, avvolti di spemi,

assopivano La Ragione nei Sogni.


All'improvviso Tu!
Giungi dai miei sogni,
mi sorprendi mirar stupito
L'argentei riflessi della Luna,
Diffondi le Tue leggiadre onde
al CUI Seno attingo l'Emozione.


Di Tua Essenza
avvolgi l'Anima intorpidita,
rigogliosa sboccia la Poesia.


Oltre la scogliera iridi dorate
al vellutato blu congiunte
gioiscono alla rosea Aurora

Pure vibrano le ali dei sogni
concretizzati alla Vita.

Massimo






VORREI ...


... Vorrei vederti coperto d'argento,
Uomo che racchiudi tanta dolcezza di brezze
... altrimenti invisibile ...
nella trama delle Tue dita;

... Vorrei vederti trasfigurato d'argento,
in una notte di luna
capace
di rivelare la Tua essenza gentile,
mentre il resto del mondo
rimane attonito nudo ed oscuro;

... Vorrei vederti d'argento
perchè la Tua voce moduli stellanti sussurri,
Uomo soave
che dici al mio cuore,
nella Tua lingua di Poeta a me consona,
un meraviglioso desiderio di gioia,
e m'insegni com'è grande la forza
di cantare a se stessi,
tenaci,
la musica delicata
che riempie la purezza dell'Anima ...

Sinceramente
Rosanna

giovedì 24 dicembre 2009

FIORISCE L'INVERNO


Ho visto fiorire l'inverno,
come mai mi sarei aspettata.
La sua non è stata una fioritura...consueta...
che ingemma di bocci nevosi
i rami e i cespugli orfani ormai del verde.
Regnava, assoluta, la nudità:
vuoto di luce il cielo plumbeo, incenerito dal grigiore,
vuota di sussurri l'erba,
ammutolito il vento.
E mentre persino l'attesa
arretrava dal tempo divenuto cristallo,
senza che un accenno o un annuncio di viola scivolasse
languido
ad ammorbidire il riserbo celeste,
il tramonto è esploso e,
divampando,
la fiamma della luce che era parsa smarrita
ma che forse solo si celava oltre le cortine del giorno,
ha lacerato
tutto del suo fuoco.
Ed è allora che l'inverno è fiorito,
fiorito di riflessi:
corolle di rosse rose...
fantastiche, illusorie ma,
sebbene per un attimo,
esistenti
si sono aperte,
rosse rose di luce
proiettate dal sole lontano
sulla neve del mondo,
sulla neve del cuore
... riscaldando il Natale!
L I E T O   N A T A L E   A   T U T T I

Sinceramente
Rosanna

giovedì 8 ottobre 2009

venerdì 24 luglio 2009

I DUE OCCHI DEL CIELO


IN PUNTA DI LUNA...

Mirabilmente appaiata dal celeberrimo poeta Dante al gemello Apollo (Elios, il SOLE) nell'icastica definizione "li due occhi del cielo", Diana (Selene, la LUNA) secondo il mito irradiò (come del resto Elios stesso) la prima scintilla del Suo splendore sopra un lembo di terra scorrente sul mare: sopra l'isoletta di Delo che, soltanto per aver concesso, unica fra tutte le terre, ospitalità alla partoriente Latona perseguitata dalla gelosia di Era, ottenne il privilegio di una sede stabile tra le acque su cui prima fluttuava vagabonda.

"I DUE OCCHI DEL CIELO" - l'uno sfolgorante d'oro, l'altra tenue di soffusa luminescenza - divisero da subito non solo le ardue circostanze della nascita, ma anche l'imperio della volta celeste, equamente ripartito tra notte e dì.

Sorge però il sospetto che la LUNA - mutevole, incostante e capricciosa: non è, del resto DONNA? - abbia potuto avvertire e patire un senso d'inferiorità a paragone del fratello, e questo non a causa delle diverse ore a Lei assegnate (il silenzio della notte in luogo del fervore diurno), bensì in ragione della gamma di gradazioni - rossori di aurore e di tramonti, inarcature iridate - in cui il SOLE sfaccetta la Sua luce.

Di fronte alla magnificenza della quale il SOLE può rivestire la Sua anima luminosa, espandendosi in stupefacenti cromatismi solo grazie a un soffice appoggio di nuvole, accendendosi in scaglie e saette d'oro sull'increspatura di un'onda e, meraviglia suprema, concedendo a una stilla d'acqua di rifrangere la sua essenza in arcobaleno, la LUNA, vincolata al bianco, con il Suo bianco identificata - un bianco sia pur screziato da opaco ad argenteo, sia pur ombreggiato, sia pur cinto da evanescenti aloni -, la LUNA, gelosamente fiera di tale candore ma parimenti ansiosa di dimostrare, anch'ella e ancor di più, la Sua versatilità (non è forse, si è detto, DONNA, e pertanto incostante ed insidiosa?), dovette chiedersi in qual modo opporsi all'apparente supremazia del fratello.

E attuò così (quantomeno, secondo l'interpretazione dei poeti) la Sua reazione. Spalancò il Suo occhio e allungò dita affusolate di trasparenza, levigate in alabastro (le stesse dita al cui tocco risponde il cuore del MARE, assecondandone le richieste con il Suo moto d'acqua, come se non fosse nient'altro che una stoffa svolta e riavvolta in base al desiderio di Lei, della LUNA, come se altro non volesse che stringersi intorno alla Sua guancia liscia e sfuggente), a cercare le Sue...creature, fanciulle a Lei similari: non vittime o prede, bansì "favorite".

Cercò - e continua, instancabile, secondo il Suo estro, a cercare - giovani DONNE da intridere della Sua luce, nelle quali infondere il respiro della sua incostanza divenuta, da peccato qual'era al tempo di Dante (come non ricordare, tra gli spiriti mancanti ai voti del primo cielo paradisiaco, appunto il cielo della Luna, la soave Piccarda Donati, beata sì, ma pur segnata dall'influsso lunare con il Suo antico cedimento terreno), fascino e sortilegio.

La LUNA sfiora in punta di dita le prescelte: DONNE che, da quel contatto, trarranno occhi scuri di bosco e di rugiada e saranno capaci di spingersi nelle profondità in cui domina il silenzio e di estrarre dal buio la Sua ricchezza segreta di riflessi... Grazie a queste DONNE, Sue ancelle e ministre, la LUNA contrasta momento dopo momento, insidiandone l'assolutezza già durante il dì, la Signoria del SOLE.

I poeti non sono concordi (nemmeno di fronte a se stessi: risultano ambigui) nel definire il timbro di questo intervento lunare.

Beneficio, lo chiama Baudelaire, stregato ed anelante.

Vendetta, l'emulo Carducci.

In ogni modo, esso pare una forma di tenero e prezioso privilegio: è un raro segno d'elezione, quello di essere guardate ed amate dalla LUNA...

...la LUNA che, pertanto, non ha aurore o tramonti, non ha arcobaleni di colore, per affermarsi... ma sguardi e sorrisi di DONNE rilucenti della Sua medesima, incantatoria mutevolezza: una luce, questa, quanto mai SPECIALE.


mercoledì 17 giugno 2009

VOLI


Che acrobatici voli
ali spiegate al vento
s'incrociano, piroettano
animati dall'ordir gioioso
Nel cielo vanno!
A spirali, a stormi
uccelli dalla veste vereconda
di piumaggio multicolore.
Sopra i mari, i monti ascendono
aureolati di luminoso splendore.
A levante il sole appare!
L'alba alita il risveglio
su teneri germogli
che il vento accarezza.
Sinfonia percepibile di sussurri,
d'incanti e colori
che il cuore si desta.
Cinguettii nell'aria tersa
richiami si espandono
al di là di ogni remora,
invitanti, suadenti.
Inopinabile realtà
nei sogni, eletta!

Sinceramente
Rosanna




UN CALDO MATTINO D'ESTATE

Il mattino viene
a levante il sole appare!
Come una mano timida e calda
che il corpo subisce.
Staticità!
Di cose stanche
di calore greve
sui volti segnati
di bocche schiuse
in respiri bramosi.
Caldo mattino caldo
che orma non segna il cammino
sulla terra screpolata, arida.
Verrà la pioggia
che oro colato cada
e l'aria s'avvezza fresca
di brio e di vigore.
Tra le fronde cadenti
qualche audace cinguettio
spezza il silenzio
che nel torpore
scandisce le ore
del vicino meriggio.
Cala l'ombra della sera
che protegge
con le sue grandi braccia
di amorevole madre.
Come d'incanto
ritorna il silenzio...
Sinceramente
Rosanna